Come la vedi la pista? #pattinaggio

mappaMentre si esegue un programma di gara, tra l’emozione e l’ambiente non familiare, disorientarsi è facile. Per questo ogni atleta deve, come prima cosa quando si approccia ad una pista nuova, decidere “come la vede”.


Tutti gli allenatori si preoccupano di informarsi: “come la vedi la pista?” è la domanda che un tempo i miei allenatori facevano a me e che adesso io faccio ai miei atleti. E la regola di base è che la sensazione dell’atleta non può essere sindacata: ognuno vede la pista a modo suo; imporre un punto di vista diverso rischia davvero di disorientare l’atleta durante la gara. Unica eccezione è per i bambini molto molto piccoli, i quali hanno una limitata capacità di astrazione, per cui sarà l’allenatore a stabilire il punto di partenza del loro programma di gara.

Insomma, i pattinatori imparano da subito, appena mettono piede in un palazzetto nuovo, a capire il proprio orientamento: lì c’è la strada, lì c’è la palestra, di là c’è la panchina con le mamme… ma il vero punto di riferimento, il vero fulcro, il totem che ci dà le direzioni in modo inequivocabile è Lo Stereo. Lo stereo, o “la musica”, si posiziona sempre nello stesso identico posto, ogni santo giorno di allenamento, immutabile, sempre sott’occhio. Basta immaginare il nostro impianto stereo collocato nella pista di gara e il gioco dell’orientamento è fatto.
“Come la vedi la pista?”
“In che senso?”
Dove la vedi la musica?“.

Ora perché questa sorta di preliminare di gara risulti, già dopo la prima esperienza, un ragionamento immediato negli atleti e un grande mistero, invece, per la maggioranza dei genitori, questo io non lo so. Forse sarebbe utile far loro una mappa. Ho visto più di una volta mamme tentare di convincere le figlie, col dito indice puntato “guarda, lì ci sta lo stereo, lì la panchina, lì la palestra”, e sono intervenuta sottraendo fisicamente le bambine a questa influenza deleteria.

Certo, la situazione si complica un po’ quando, invece di una gara singola, si deve presentare un saggio di gruppo, ad esempio. Nelle prove lo abbiamo ripetuto centomila volte, che in quella pista dove ci esibiremo le gradinate col pubblico saranno di fronte a noi e gli spogliatoi rimarranno alle nostre spalle. Niente da fare. 30 atleti e 2 fazioni: “la musica è di qua!”, “No, è di là”.
Qui una sola grande imposizione dell’autorità suprema può dirimere il conflitto: l’allenatore decide che lo stereo è di qua; “ma come? Perché?!”. “Perché qui comando io”.

E immancabilmente, qualcuno sbaglierà direzione.

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