I campioni da muro #pattinaggio

DSCN5835Quando leggi che i campioni del mondo 2014 sono nati quando tu già sapevi fare il ritt… beh, capisci che è passato il tempo di una mezza generazione.
Quest’anno ho guardato le mie atlete scendere dalle gradinate del Mandela Forum di Firenze andare a caccia di selfies dai loro campioni preferiti; è il loro momento, io le devo aspettare all’uscita.
Quando avevo tredici anni, anche io guardavo gareggiare i miei campioni al Mandela, ai mondiali 2001. Incredibilmente non esisteva lo smartphone, e nemmeno la fotocamera sui cellulari, anzi, a dire il vero, forse io non avevo ancora nemmeno il telefonino. Comunque si andava a caccia di autografi e, tutto sommato, non è cambiato niente.

Sul mio muro di camera non c’erano cantanti o attori, ma la tripletta Lallai, D’Alisera, Pancani. Le campionesse non c’erano, perché si sa, alle femmine piacciono i pattinatori. Mi ricordo di Luca Lallai e dei suoi salti perfetti, di D’Alisera e delle sue doti artistiche, che poi finiva spesso per togliersi la maglietta… Rivedo ogni anno Pancani sulle piste in veste di allenatore e rammento che era un ottimo obbligatorista e saltatore. Tanti altri atleti li ammiravo, e anche se non li appendevo al muro, li ricordo bene: i fratelli Bornati, la famiglia Gasparini, il mitico Daniel Ariola che, in fin dei conti, non ha mai smesso di pattinare. Poi c’erano Marika Zanforlin e Federico Degli Esposti, che a dir la verità, all’epoca erano un po’ inevitabilmente offuscati nella fama (non per mancanza di bravura) dalla super super coppia Patrick e Bea. Questa era la “mandata” dei campioni lontani, lontani dal mondo che frequentavo io.

E poi, senza che neanche me ne accorgessi, i campioni sono diventati più o meno miei coetanei: sono gli anni d’oro di Tanja Romano, di Roberto Riva, di Aracu e di Tocco. Erano lì, sulle piste dove pattinavo anch’io, che dopo aver modestamente gareggiato, mi piazzavo a bordo pista a guardarli. Così vicini che non era più pensabile attaccarli al muro. Infine, ancora una volta impercettibilmente, i campioni hanno ricominciato ad allontanarsi, sono diventati giovani giovani e ora sono più vicini all’età delle mie atlete piuttosto che alla mia.

Banale considerazione del tempo che passa. Ci sarà sempre un muro ed un campione a darci il buon esempio; il cambio dei personaggi non sarà altro che un piccolo dettaglio.

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