Mondiali di #Pattinaggio Artistico Novara 2016.. i miei commenti liberi

Un commento sui mondiali di pattinaggio artistico a Novara, appena conclusi..
Che cosa ho visto? Opinioni libere..

novara-2016-facebookHo visto che a forza di insistere allo sfinimento, Rai Sport ne ha trasmesso qualche pezzo; diciamo che, rispetto agli anni passati, è un bel passo avanti.. da migliorare, ma tra dirette e differite, abbiamo potuto vedere qualcosa in televisione!

Ho visto che con il famoso pavimento bianco, qualche telespettatore distratto, a mio avviso, non ha notato la differenza tra Noi e Il Ghiaccio. Perché è l’ora di finirla a dire che il pattinaggio su ghiaccio è più bello.

Ho visto che gli allenatori e i tecnici delle varie nazionali che stanno a bordo pista hanno chiavi in mano e indossano tuta e scarpe da ginnastica, e non pellicce d’ermellino, giacca e cravatta o gioielli da zar (ogni riferimento è puramente casuale).

Ho visto che il ct della Nazionale, Fabio Hollan, al microfono della Rai per il commento tecnico, faceva una telecronaca del tutto ragionata e moderata: con un’umiltà nei confronti di tutti gli atleti che dovrebbe essere d’esempio. Vincere praticamente tutto ed esprimersi con un commento ardito quale “bravi ragazzi”, credo che dimostri quanto questa disciplina sportiva sia basata sul lavoro vero e non sulla boria, il “fenomenismo” e la ricerca dell’attenzione mediatica a tutti i costi.

Ho visto che gli atleti orientali, purtroppo non sanno ancora pattinare bene. Li avevo visti a Roma, dal vivo, nel 2005 e i miglioramenti, devo dire, sono stati ben pochi. Nessuno si senta in diritto di muovere loro una sola critica: pattinare dove praticamente non esiste una scuola di pattinaggio è impresa assai dura. Dobbiamo essere noi italiani a lavorare ancora molto con loro, in un certo senso, piccoli eroi.

Ho visto che l’Europa, tolte poche valide eccezioni, era quasi del tutto assente. O insignificante. Paesi a cui non mancherebbe proprio niente, né mezzi, né possibilità oggettive per formare propri tecnici, sono praticamente dormienti.

Ho visto che gli Stati Uniti sono una nazione che dopo aver vissuto qualche periodo glorioso nell’ormai passato remoto, ha totalmente abbandonato l’idea di portare avanti questo sport in modo decente. Avevano una scuola che ha fatto da scuola alla scuola italiana, ma poi evidentemente, l’hanno chiusa.

Ho visto che trentaquattro medaglie per l’Italia, di cui 13 ori, sono ancora troppi. Penso che sia l’unico sport in cui si faccia un ragionamento simile. Non fraintendetemi, credo che la nostra Nazionale si meriti assolutamente tutte queste medaglie, se le merita perché quella Italiana è la scuola migliore al mondo, con gli atleti ed i tecnici migliori al mondo e non è per demerito degli altri che vince. Però è innegabile che, soprattutto in alcune discipline, la concorrenza è poca e scarsa. Il divario tra l’Italia e “gli altri” è enorme: per noi che lo notiamo “a colpo d’occhio” è anche inutile guardare il medagliere, ma se proprio vogliamo dimostrarlo anche a chi di pattinaggio non capisce niente, le nazioni che hanno fatto meglio dopo di noi sono l’Argentina, con 12 medaglie totali e gli Stati Uniti, con 4 ori. Dobbiamo insegnare al mondo a pattinare, su questo non c’è dubbio, perché ne va del futuro e della crescita di questo sport.

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